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mercoledì 17 ottobre 2007

Il Linfodrenaggio Energetico

Il benessere e la bellezza fisica si raggiungono grazie a un’azione globale, che riporti armonia in tutto il corpo.
E’ questa la filosofia che sta' alla base del linfodrenaggio energetico, un trattamento mirato che unisce manualità drenanti, proprie del massaggio linfodrenante, a una corretta respirazione e a manovre precise tratte dalle tradizioni mediche orientali.

Tre azioni combinate

Il Linfodrenaggio Energetico deve il suo nome sia al ritmo vivace e dinamico delle manovre utilizzate, che lo rende particolarmente piacevole a chi lo prova, sia al fatto che fonde spunti diversi, tratti dalla medicina occidentale e dalle discipline orientali, specie dalla tradizione cinese.
Il trattamento ricorre a tre tipi di azione, che si combinano nel corso della seduta.

1-Massaggio linfodrenante

Il ristagno della linfa, cioè il liquido che occupa gli spazi interstiziali fra le cellule di tutto il corpo, è un problema frequente nelle donne indipendentemente dall’età: si verifica quando, per ragioni diverse, i vasi linfatici non sono in grado di smaltire il carico di liquidi e questi si accumulano nei tessuti periferici.
Quando il rallentamento persiste, interferisce con il metabolismo cellulare e riduce lo smaltimento delle tossine dai tessuti, favorendo anche l’insorgere della cellulite.
Per risolvere la stasi linfatica, uno degli strumenti più efficaci è il massaggio linfodrenante, che si basa su sapienti manovre di spostamento dei liquidi interstiziali: l’azione meccanica delle mani del massaggiatore spinge delicatamente la linfa attraverso i vasi, eliminando gli “ingorghi” e accelerando così lo smaltimento degli accumuli localizzati.
Le manovre classiche di questo tipo di massaggio vengono riprese anche nel Linfodrenaggio Energetico: il massaggiatore stimola le “stazioni” in cui la linfa viene accolta, filtrata e depurata dalle scorie, e poi convoglia i liquidi ristagnanti in direzione delle stazioni stesse.
Ad esempio dalla zona delle cosce, facilmente interessata da ritenzione idrica, la linfa accumulata nei tessuti viene spinta verso i linfonodi inguinali. Si facilita così lo smaltimento delle tossine e dei liquidi in eccesso.

2-Stimolazione dei meridiani

Secondo la medicina orientale, l’organismo è percorso da un’energia vitale che scorre all’interno di una fitta rete di canali, chiamati meridiani. La salute dei singoli organi dipende dal corretto flusso energetico nei canali che li attraversano.
Quando si verificano rallentamenti e squilibri nella circolazione energetica, compaiono disturbi a carico dell’uno o dell’altro organo: è tuttavia possibile intervenire e ripristinare l’armonia originaria, stimolando con adeguati massaggi il percorso dell’energia nei meridiani oppure esercitando pressioni su alcuni punti precisi che funzionano come “interruttori” del flusso energetico.
Alla comparsa della cellulite concorre spesso il cattivo funzionamento di alcuni organi interni: ad esempio quelli coinvolti nella digestione e nella trasformazione dei grassi (stomaco, intestino, fegato, cistifellea, pancreas) e quelli incaricati di smaltire liquidi e sostanze di scarto (reni e vescica).
A questi organi corrispondono altrettanti meridiani, attraverso la cui sollecitazione è possibile mantenere in buona salute gli organi stessi: si rende così più efficiente il metabolismo (l’insieme dei processi di trasformazione e smaltimento dei nutrienti), prevenendo l’accumulo di grassi sottocutanei e la formazione di cuscinetti, e si impedisce il ristagno di tossine nell’organismo.
Il Linfodrenaggio Energetico, stimolando adeguatamente l’energia dei meridiani che presiedono a specifiche funzioni, contribuisce così a riequilibrare la salute e il benessere generale della persona.

3- Esercizi di respirazione

Durante la seduta di Linfodrenaggio Energetico, la persona viene spesso invitata a respirare dolcemente e profondamente: si tratta di una respirazione diaframmata, eseguita gonfiando e sgonfiando l’addome. Questi atti respiratori ampi e lenti hanno una duplice funzione.
-Un maggior apporto di ossigeno nell’organismo migliora il nutrimento di tutti i tessuti, facilitando una più rapida eliminazione delle tossine.
-Inoltre la respirazione ha un forte potere rilassante e contribuisce a sciogliere le tensioni muscolari provocate da ansia, stress e preoccupazioni.

La seduta

Una seduta dura un’ora ed è caratterizzata da una successione di manovre prestabilite: tuttavia la durata di ogni fase non è fissa, perché è sempre possibile soffermarsi più a lungo su un’area del corpo o sull’altra, venendo incontro ai bisogni individuali.

In posizione supina

Inizialmente la persona è supina e viene effettuata una manovra tipica del linfodrenaggio, cioè l’apertura della principale stazione linfatica, il cosiddetto “terminus”, situato sotto la clavicola, dove confluisce la linfa proveniente da tutte le zone periferiche del corpo per ritornare nella circolazione sanguigna.
Quindi si passa a trattare il viso e il capo, stimolando delicatamente i vasi linfatici e in particolare i linfonodi sotto-mandibolari, la zona fra il naso e il labbro superiore, il contorno occhi, la fronte, le tempie, la zona dietro le orecchie, l’area occipitale.
Si procede massaggiando le braccia e le mani, sia nella parte interna che in quella esterna: prima si esegue una stimolazione circolare di “pompaggio” in corrispondenza dei linfonodi delle ascelle, poi si favorisce la circolazione linfatica di ritorno, con sfioramenti lunghi e scivolamenti a mano aperta.
Dopo essersi soffermati sul petto, sulla zona sotto mammaria e sull’addome, le manovre si spostano ai gangli linfatici inguinali e alle gambe, con modalità analoghe a quelle messe in atto sulle braccia.
Le manovre eseguite sulle gambe servono anche a riequilibrare il flusso energetico nei meridiani più direttamente coinvolti nell’insorgenza della cellulite: in particolare, quelle che interessano l’interno delle cosce raggiungono il percorso del meridiano della vescica e di quello del rene, il cui ruolo nell’eliminazione dei liquidi in eccesso e delle tossine è fondamentale.
Questa prima parte del trattamento si conclude massaggiando i piedi, poi la persona viene fatta sdraiare in posizione prona e si passa a trattare la parte posteriore del corpo.

In posizione prona

L’attenzione si concentra sulla schiena, dalle spalle alla parte lombare, lungo tutta la muscolatura paravertebrale, e sui glutei: qui vengono eseguiti un lungo impastamento, spinte e frizioni molto utili per mobilitare i depositi adiposi, favorire la lipolisi (cioè lo scioglimento dei grassi) e stimolare il ricambio cellulare.
La parte conclusiva del massaggio interessa le gambe e i piedi. Prima si lavora sulle cosce, con una spinta dei liquidi ristagnanti verso il bacino; poi si stimolano, con una manovra di pompaggio, i linfonodi del cavo popliteo (cioè dell’incavo dietro al ginocchio) e si passa ai polpacci con movimenti diretti sempre dal basso verso l’alto. Infine si esegue una stimolazione dei calcagni, cercando di renderne il tessuto mobile ed elastico: quando si cammina, infatti, i calcagni svolgono un’azione molto importante di “pompaggio” e di spinta della linfa verso l’alto.

In un ambiente tranquillo

Un presupposto importante per aumentare l’ efficacia del linfodrenaggio energetico è che si svolga in un ambiente tranquillo, silenzioso e confortevole e con luci soffuse, che favorisca il rilassamento e l’abbandono completo e fiducioso alla manovre del massaggiatore.
Qualsiasi massaggio, infatti, assicura benefici maggiori quando il corpo è in stato di relax, perché in questa condizione l’organismo recepisce più facilmente gli stimoli che gli vengono trasmessi.

Intervista rilasciata da Valle Ezio alla rivista Silhouette Donna.

giovedì 11 ottobre 2007

Il respiro e il massaggio ayurvedico-Intervista













Quanti di noi sono consapevoli dell'importanza di una buona respirazione nella vita di tutti i giorni?
Per molti respirare è divenuto un processo talmente inconscio, che si è persa la formidabile opportunità di attingere all'enorme potenziale, che una maggiore connessione con i nostri modelli respiratori potrebbe far emergere.



Perchè ciò accade?

Lo chiediamo a Ezio Valle che da alcuni anni si dedica alla ricerca interiore con particolare riguardo al lavoro sul respiro ed al rilascio emozionale.

Respirare in maniera libera e profonda provoca l'insorgere di emozioni intense strettamente connesse ai nostri istinti primari, emozioni che fin da piccoli ci siamo abituati a trattenere per conquistarci l'amore dei nostri cari.
Un bambino è molto aperto, curioso, entusiasta e spontaneo, e quando i genitori non riescono a rispondere a tutto ciò rivolgendosi al bambino con frasi del tipo "lasciami in pace" l'energia di quest'ultimo si ritrae ed il respiro viene trattenuto.

Si viene così a creare una credenza del tipo "se sono felice ed entusiasta non c'è nessuno disponibile per me".
Quando ciò avviene per molte volte ed in modi diversi il respiro diviene superficiale e l'energia non fluisce liberamente; ci creiamo un'armatura, una personalità con cui ci identifichiamo.

Come influisce tutto ciò sul nostro benessere?

Questi condizionamenti, influenzando il nostro naturale modo di respirare, di base riducono la nostra vitalità; si riduce la nostra abilità a sentire, ad esprimerci ed a percepire.
Imparando a rendere più libero e profondo il respiro sarà favorito, invece, l'equilibrio del nostro sistema nervoso, la funzionalità dei nostri organi vitali, un forte sistema immunitario.

Inoltre una giusta respirazione

-allevia lo stress
-aiuta ad aumentare la fiducia in se stessi
-migliora la concentrazione
-rinforza il sistema immunitario
-favorisce il ritmo del sonno
-regola la digestione
-calma il sistema nervoso




Che tipo di tecnica respiratoria usi durante le sessioni e come il massaggio ayurvedico si integra con il lavoro che proponi?

Viene usato un tipo di respiro cosiddetto "circolare e connesso", un modo di respirare in cui l'inspirazione e l'espirazione avvengono senza frapporre tra di loro una pausa.
Puoi respirare in questo modo solo rimanendo estremamente consapevole. Questa consapevolezza spesso porta la persona ad iniziare a sentire nel corpo l'insorgere di una emozione. Il respiro aiuta ad esplorare l'emozione, individuando dove è trattenuta;
si creano così le condizioni affinchè questa possa essere rivissuta ed eventualmente rilasciata in maniera consapevole, lasciando la persona in uno stato di profondo rilassamento, dove vecchi schemi vengono dissolti e qualcosa di nuovo accade.
Negli ultimi tempi, lavorando con il massaggio ayurvedico, ho scoperto che alcune
tecniche usate in quest'antica ma attualissima disciplina indiana, favoriscono,
così come il lavoro sul respiro, la flessibilità, la forza e il libero fluire delle energie
corporee.
Creare quindi rilassamento nel corpo attraverso il tocco favorisce, unitamente al
respiro "circolare e connesso", l'espansione necessaria per farci tirare un bel
sospiro di sollievo.

Come tutto ciò ha influito nella tua vita?

Essere più in contatto con il respiro e maggiormente sensibile verso il mio corpo, mi ha aiutato a creare un senso di equilibrio nel sistema psicofisico, in quanto
ora ho la comprensione che, se riconosco la natura delle mie emozioni, e ne permetto il libero fluire, queste vanno e vengono lasciando infine, quando l'uragano
si dissolve e le nuvole svaniscono, un cielo limpido e pieno di gratitudine per quest'immensa benedizione che la vita è.